Il WWF, nel suo nuovo report sul divario di protezione assicurativa, avverte che la mancanza di coperture contro i rischi climatici non è più solo un problema di mercato, ma una minaccia concreta per la stabilità economica di famiglie, imprese e finanze pubbliche. In Europa solo un quarto delle perdite causate da catastrofi naturali è coperto da polizze, mentre il restante 75% ricade sulla collettività; in alcuni paesi la copertura scende addirittura sotto il 5%. Il 2025 ha confermato la tendenza globale, con perdite assicurate oltre i 100 miliardi di dollari e più della metà dei danni non indennizzati.
Il rapporto sottolinea che, oltre alla crisi climatica, anche la perdita di biodiversità amplifica i rischi: ecosistemi degradati non riescono più a mitigare eventi estremi, aumentando la vulnerabilità dei territori. In aree deforestate, ad esempio, il rischio di alluvioni può crescere fino al 700%. Le conseguenze economiche sono enormi: nel 2023 i disastri hanno generato costi per 2.300 miliardi di dollari. Di fronte a rischi crescenti, gli assicuratori aumentano i premi, riducono le coperture o si ritirano dalle zone più esposte, ampliando ulteriormente il gap di protezione.




